IL PICCOLO JACK NELLA TRAPPOLA DEL TASSO

19 01 2014

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Chissà cosa avrà pensato in quel cunicolo così buio, così stretto. Pieno di odori, carico di tensione. Chissà, forse ha avuto anche paura. Ma di certo non è stato questo il suo primo pensiero. Da vero Jack Russel coraggioso fino all’imprudenza, non hai ma badato troppo al rischio, al pericolo. Contrariamente al destino toccato a tanti altri esemplari della sua razza, diventati simpatici cagnetti da appartamento lui è rimasto un cacciatore come i suoi avi, un esperto nello stanare volpi e tassi. Nulla lo rende più felice. E quindi quando domenica mattina è uscito con il suo padrone per una battuta lungo il Piave, si è impegnato al massimo. Come sempre. Abile com’è nello scovare le tracce, ci ha messo veramente poco a trovare la tana di un tasso. E ci ha messo ancora meno a infilarsi dentro a caccia della sua preda. Ma da quel buco a due passi dall’argine del fiume non è più uscito.

Il suo padrone, un cacciatore esperto, ha capito ben presto che qualcosa non andava per il verso giusto. Il suo Jack non tornava indietro, non rispondeva ai richiami. Però lo sentiva. Dalle viscere della terra lo sentiva scavare, agitarsi. Ma non piangere. Quello no: troppo coraggioso e orgoglioso. Quella tana sprofondata a chissà quale profondità si è trasformata in una trappola. Mortale. Il cacciatore, aiutato da un amico, ha iniziato a scavare con un badile. Ma niente: la tana di quel tasso era troppo profonda. Il piccolo Jack c’è rimasto incastrato dentro, la sua preda è invece riuscita a scappare. O, peggio, ha aspettato l’invasore per poi regolare i conti. Chissà com’è andata a finire. Dopo ore di attesa, dopo averle provate tutte, il cacciatore ha desistito. E’ tornato a casa con la morte nel cuore, piangendo per la tremenda sorte toccata al suo amico.

Il piccolo Jack è rimasto lì sotto. Forse, per un secondo, ha rimpianto di non essere diventato un tranquillo cagnetto da compagnia.

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TROPPO GRANDI, TROPPO VECCHI

15 09 2013

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Zampette in Festa è un bel nome per una manifestazione dedicata ai cani randagi ospiti del canile. Al Rifugio del Cane di Ponzano, Treviso, ce ne sono oltre 160. Tutti tenuti bene, seguiti e curati con amore dai volontari. Ma tutti con quella luce così particolare negli occhi: la speranza di uscire da quelle gabbie, di trovare finalmente la famiglia giusta. E c’è anche chi quella luce non ce l’ha più. Al suo posto uno sguardo spento, di chi ha visto fin troppi bipedi sfilargli accanto, di chi ha annusato fin troppe mani infilate tra le maglie della rete, di chi ha scodinzolato fin troppo per convincere qualcuno che è passato sempre oltre. Le storie si sprecano.

C’è il pastore tedesco trovato per strada mentre girovagava da solo, senza una meta precisa. Un gigante di cane, adulto, almeno otto anni a giudicare dai denti. Un gigante che nessuno vuole. L’aria è pacifica: appena qualcuno si ferma per qualche secondo davanti la sua rete, si avvicina, annusa e si mette seduto. In attesa.

Ci sono decine e decine di cani da caccia che ti guardano speranzosi, diffidenti, impauriti. Tutti abbandonati dai rispettivi proprietari per i motivi più disparati: troppo grandi, troppo buoni, pessimi cacciatori, troppo vecchi. “Cani così grandi sono destinati a rimanere qui, difficilmente qualcuno li vuole adottare”, dicono i volontari.

Passando  da una gabbia e l’altra ti imbatti anche in realtà sorprendenti. Per esempio: uno splendido bracco maschio di tre-quattro anni, con tanto di pedigree, portato in canile direttamente dal proprietario, un ragazzo con qualche problema, un po’ confuso, incapace di dare un indirizzo alla propria vita. Figurarsi prendersi cura di un cane esuberante, allegro, felice, che fa salti alti così per attirare l’attenzione.

E poi uno splendido setter, massimo due anni, abbandonato da un cacciatore: ha un accenno di displasia, deve essere curato. Niente di grave, ma ha bisogno di attenzioni. Il cacciatore invece aveva bisogno di un cane perfetto. E quindi, proprio come si fa con le auto, ha mollato il setter “difettoso” per uno “nuovo”. Atteggiamento discutibile? A essere buoni.