TUFFO NEL PASSATO

2 05 2008

“Oggi per te è un ritorno al passato…”. La mia dolce metà mi telefona mentre sto seguendo una partita di calcio giovanile. Sono qui non per l’aspetto sportivo, ma per vedere come verrà accolta una squadra di ragazzini che negli ultimi giorni ha fatto molto parlare di sé. Nell’ultima giornata di campionato, dopo aver segnato un gol, i vivaci ragazzini hanno pensato bene di festeggiare calandosi i pantaloni e mostrando le natiche a giocatori e tifosi avversari. Grandi polemiche, articoloni sui giornali. Oggi la mia redazione mi manda a seguire la loro prima partita dopo la bufera. “Fai un pezzo d’atmosfera – mi dice il capo – mando te perchè so che queste cose ti riescono”. Troppa grazia.

La partita è in programma in un campetto di periferia, a Casale. E, in effetti, per me è proprio un salto nel passato. Quindici anni fa, proprio in questo campetto, muovevo i miei primi passi da collaboratore. Blocchetto per gli appunti, cronometro e occhi puntati sulle evoluzioni in campo dei campioncini della prima categoria. Ero capace di riempire pagine di annotazioni (perfino i minuti delle rimesse laterali…) per poi condensare il tutto in 36 righe più tabellino. Già all’epoca però, oltra che dal risultato, ero attratto dal contorno. La partita, in quegli anni e in paesi piccoli come questo, era l’appuntamento principe della settimana. La piccola tribunetta si riempiva con gli anziani del paese, con i parenti dei giocatori, gli amici.

Alcune figure erano immancabili. Ricordo ancora, proprio a Casale, un tipo che si presentava al campo elegantissimo: mezza età, vestito intero, camicia immacolata, farfallino, scarpe lucide come specchi. Non si sedeva sugli spalti, camminava parallelo alla rete. Non si perdeva un incontro. Sembrava integerrimo… fino a quando non apriva bocca la prima volta. Apriti cielo! Per novanta minuti si produceva in una sequela di bestemmie impressionanti. Palla in calcio d’angolo: bestemmia. In fallo laterale: bestemmia. Gol mancato: bestemmia di qualche decibel più alta. Gol subito: doppia bestemmia. Gol: ovviamente, gioiosa bestemmia. Era a suo modo caratteristico. I veci del pase, conoscendolo bene, lo provocavano sghignazzando. E i bisticci che ne seguivano erano di gran lunga più interessanti e divertenti delle partite.

Oggi, dopo un bel po’ di anni, sono ritornato sulle stesse tribunette. Ho respirato la stessa aria di un tempo, ma non ho rivisto gli stessi personaggi. Mi sono guardato attorno con occhi un po’ più maturi e, non lo nascondo, un po’ di malinconia l’ho provata.

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2 responses

2 05 2008
cfdp

Figurati che io per qualche anno me ne sono stato la domenica sulla tribunetta vicina, quella del campo di rugby…

4 05 2008
leisole

Casale crocevia di giornalisti…. 🙂

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