I COMMENTI, IL BUE E L’ASINO…

18 01 2008

Leggete qui sotto:

EDITORIA: ESCE IL 20 GENNAIO ‘CASTA STAMPATA’ DI LUIGI BACIALLI
= RITRATTO IMPIETOSO DEI GIORNALISTI E DELL’INFORMAZIONE IN
ITALIA Padova, 15 gen. – (Adnkronos) – I giornali bastonano la
Casta, ma nessuno bastona la Casta stampata, cioè i giornali e
i giornalisti. Luigi Bacialli dopo trent’anni di lavoro nelle
redazioni di ben sette quotidiani (quattro li ha anche
diretti: l’Indipendente, La Libertà di Piacenza, Il Giornale
di Vicenza, Il Gazzettino) si è preso l’onere di svelare i
vizi e i vezzi, le virtù (poche) e i privilegi di una
categoria professionale che dovrebbe essere il cane da guardia
del potere e che invece, fatte poche eccezioni, per
supponenza, incompetenza, superficialità e conflitti di
interessi non ha niente da invidiare alle caste politiche ed
economiche che dovrebbe tenere a bada.

Casta Stampata (Mursia 2008, pagg. 208, euro 17,00) in
libreria dal 20 gennaio è il racconto ironico e amaro di quel
che avviene nelle redazioni dei giornali dove, come nel resto
del Paese, non mancano i furbi, i lavativi e gli incompetenti:
dall’inviato soprannominato Braccio d’oro che – causa
sbucciatura a un gomito – si dà malato per due anni, a quello
in cerca di scoop che raccoglie al telefono la clamorosa
intervista di un indagato tranne scoprire, una volta
pubblicata, che si trattava di uno scherzo; dal critico d’arte
che riceve in nero soldi di artisti che dovrebbe recensire, al
cronista sportivo che si impunta a scrivere del cotechino per
accaparrarsi il premio per il miglior articolo sugli
insaccati, al neo assunto che pretende di scrivere in prima
pagina. (segue) (Red-Dac/Zn/Adnkronos) 15-GEN-08 07:17 NNN
EDITORIA: ESCE IL 20 GENNAIO ‘CASTA STAMPATA’ DI LUIGI
BACIALLI (2) = (Adnkronos) – Nel libro ci sono anche direttori
che fanno melina pur di non irritare i giornalisti e non
inimicarsi i padroni, ma anche editori incapaci di far
quadrare i conti di giornali su cui ogni anno piovono le
provvidenze pubbliche per centinaia di milioni di euro. Con
buona pace per le battaglie moralizzatrici sugli sprechi.

Il mito del giornalismo esce ammaccato dalle pagine del libro
di Bacialli che, molto onestamente, non si chiama fuori da
quella che definisce «la nostra Casta», semplicemente fa una
sorta di outing, ovvero «butta fuori» quello che dentro le
redazioni tutti sanno ma si guardano bene dal far sapere ai
lettori: i rapporti troppo amichevoli con la politica a tutti
i livelli; la compiacenza nei confronti del mondo economico;
la smania di apparire; la difesa corporativa di piccoli e
grandi privilegi, la mancanza di ricambio generazionale in
giornali presidiati da cinquantenni demotivati che stentano a
tenere il passo con una società dell’informazione sempre più
competitiva e in rapida evoluzione.

Un ritratto amaro, anche se a tratti esilarante, tracciato in
prima persona da un giornalista, cresciuto alla scuola di
direttori celebri come Nino Nutrizio e Indro Montanelli, che
non si rassegna al declino. Se non altro per evitare quello
che molto crudamente Massimo Fini, giornalista controcorrente,
scrive nella prefazione: «Abbiamo perso la capacità di essere
contropotere nei confronti della classe politica. Nella
stragrande maggioranza dei casi ce ne siamo fatti servi. E
abbiamo fatto la fine che tocca, meritatamente a tutti i
servi. Non contiamo più nulla».

Mi piacerebbe chiudere questo post con una frase del tipo “senza commento”. Ma sarebbe ingiusto nei confronti di chi non conosce Bacialli, direttore non proprio fulgido esempio di giornalista tutto d’un pezzo sempre pronto a sfoderare la spada per difendere i sacri principi della professione. Anzi. Insomma: stando a quanto si legge in queste agenzie siamo al livello del bue che dà del cornuto all’asino. Senza offesa, ovviamente. E senza commento…

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4 responses

18 01 2008
Federica

Un post molto interessante direi… Sempre della stessa serie io consiglio “Post giornalismo” di Furio Colombo ( editori uniti, euro 10,00). Conosci Bacialli personalmente? Che tipo di giornalista è?

18 01 2008
leisole

Conosco Bacialli come direttore e, devo essere sincero, il mio giudizio non è positivo. Sono anche curioso di leggere il suo libro. Non ho dubbi sugli episodi che citerà o sulle situazioni che illustrerà: saranno sicuramente tutti veri. Del resto la nostra categoria, purtroppo, è quella che è. Ma Bacialli non è proprio la persona più indicata per dare lezioni o fare la morale.

19 01 2008
cfdp

Di una cosa sono certo: non hai intenzione di andare a lavorare a Canale Italia… 😉

20 01 2008
leisole

Sai come la penso sulla Tv…. :-))

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