CHIACCHIERE TRA LA NEBBIA

12 12 2007

Viaggiare in auto attraverso un muro di nebbia, oltre a essere fastidioso soprattutto di sera, oltre alla velocità moderata e alla noia, invita anche a fare due chiacchiere con chi ti sta accanto. Visto che attualmente lavoro a Bassano e vivo a Treviso, e che mi faccio un’ora macchina ad andare e un’ora a tornare, ogni giorno, mi ritengo fortunato ad avere sempre al mio fianco la mia dolce metà con cui condivido viaggio, lavoro e molto altro. Lunga premessa per arrivare a questo.

L’altro giorno, sulla via del ritorno e immersi nella nebbia, la conversazione è caduta sulle prossime elezioni negli Stati Uniti. Il nocciolo è stato questo: sarebbe più innovativo e dirompente un presidente degli USA donna (Hillary) o di colore (Obama)? Discorso forse ozioso, anche perchè non sta scritto da nessuna parte che il prossimo presidente debba essere un democratico come i due contendenti in questione, ma utile per passare l’oretta di viaggio senza farsi prendere dalla noia. Due le posizioni: per me sarebbe più innovativo Obama. Mi spiego: se penso alla condizione dei neri americani fino alla metà degli anni Cinquanta del Novecento, e anche dopo, vedere un presidente Usa di colore sarebbe un passo avanti gigantesco. Decenni di lotte per i diritti non solo civili, ma della più elementare convivenza, sublimati da un uomo di colore eletto alla più alta carica della democrazia a stelle e strisce. A me sembra una cosa non da poco.

Un presidente americano donna sarebbe ugualmente una novità epocale, e una bella novità, ma la colloco un gradino più sotto (ovviamente la mia dolce metà la pensa in modo diametralmente opposto). Si sono già visti capi di stato o di governo donna, e penso a Sonia Ghandi, Margaret Thatcher, alla tedesca Angela Merkel, alla francese Segolen Royal ultima candidata alla presidenza della Francia. Ovvio: sono pochi esempi, ma direi che la rappresentanza femminile in politica, nei posti che “contano”, sia ormai limitata solo in alcuni paesi tra cui, purtroppo, l’Italia. Di contro capi di stato di colore nelle democrazie che vengono definite “occidentali” non ne ricordo molti (ma potrei sbagliarmi).

Ovviamente alla base di tutto resta un concetto: uomo o donna, bianco o nero, fondamentale è che il prossimo presidente Usa sia un “buon” presidente. Il resto sono solo discorsi oziosi persi in mezzo alla nebbia.

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2 responses

13 12 2007
Yubi

E la nostra signora Calmy-Rey?
Tra l’altro da stamattina abbiamo una nuova Consigliera federale: Eveline Widmer-Schlumpf! 🙂
Il che fa 3 donne e 4 uomini in Consiglio federale, più una Cancelliera federale … mi pare un buon team. Non siamo gli USA … ma visto che nei media italiani on-line non trovo traccia di questa 24 al cardiopalma che abbiamo vissuto, mi “aggancio” a te 😉
spero non ti dispiaccia …
buone feste 😉

20 12 2007
CasoBeffardo

Aspetto con fiducia un buon presidente Usa dai tempi di Reagan… Più ci penso e più mi dico che il meno peggio è stato Clinton… Mi astengo dal criticarli, quando guardo chi eleggiamo puntualmente noi, cmq…

Ti ho lasciato un commento anche nel post su agosto, fammi sapere

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