LA NON NOTIZIA E IL PRIMO PIFFERAIO

10 11 2007

Seconda puntata sulla “notizia” (chiamiamola così) del parroco che apre la propria parrocchia ai musulmani, concedendo uno spazio ogni venerdì (il capannone costruito accanto alla canonica e utilizzato anche per le sagre) per le loro preghiere. Per un breve riassunto della faccenda leggere il post qui sotto. Come era prevedibile la “notizia” vecchia spacciata per scoop ha fatto il giro delle testate, anche di quelle locali per la nota psicosi del “buco anomalo” che prende certi direttori e certi capi-servizio: “Io la notizia l’ho già data decine di volte negli ultimi due anni ma adesso la scrivono anche i grandi giornali e quindi la devo ridare come se fosse nuova altrimenti sembra che non sappia cosa accade nel mio territorio”. Frase che va letta così, tutta d’un fiato. Oggi però la situazione è precipitata e mi sono vergognato della mia categoria.

Succede questo. La Curia diffonde un comunicato: “Il Vescovo di Treviso, mons. Andrea Bruno Mazzocato, ha oggi incontrato don Aldo Danieli, parroco della parrocchia di Paderno di Ponzano Veneto, per avere chiarimenti circa alcune sue dichiarazioni evidenziate dai quotidiani e da alcuni organi radiotelevisivi.
All¹interno di un dialogo fraterno e cordiale, don Aldo ha ribadito la sua obbedienza al Vescovo e la piena disponibilità a trovare una soluzione al problema.
Si precisa, inoltre, che mai la chiesa parrocchiale è stata data alla comunità islamica per incontri di preghiera”.
Tutto chiaro? Mi pare che i concetti siano due: 1) Vescovo e parroco si sono parlati. 2) La chiesa non è mai stata messa a disposizione della comunità islamica (cosa del resto ovvia per tutte le persone con almeno due neuroni collegati assieme, ma non per certi colleghi che hanno sparato a otto colonne titoli sulla “chiesa” prestata ai musulmani…). Nel pomeriggio sento don Aldo e mi dice: “Io e il vescovo abbiamo deciso di non parlare più con nessun giornalista o politico di questa faccenda, le decisioni ce le terremo tra noi”. Dopo tutto il casino fatto su una “non notizia”, è il minimo che il parroco potesse dire. Tutto finito? Assolutamente no. Ora viene il bello.

Verso le 18 l’Ansa batte una notizia: “Vescovo di Treviso chiude porte moschea-part time in parrocchia”. Il testo riprende il comunicato della Curia. Poi prosegue per mano del giornalista che (testuale) scrive: “…La porta dell’oratorio invece, per i 200 musulmani circa che ogni venerdì vi si recavano da un paio d’anni a pregare, ora dovrà rimanere chiusa”. Noi la vediamo un po’ in ritardo, meno di mezz’ora prima della diretta. Panico in redazione: che facciamo smantelliamo i servizi di apertura? Qui si parla di un provvedimento del Vescovo e noi non ne sappiamo niente. Scattano le verifiche. Ovviamente, come sempre capita in questi casi, non troviamo nessuno. Alla fine decido di prendere il toro per le corna e chiamo la redazione dell’Ansa. Chiedo: “Ho letto il vostro lancio, ma avete parlato col parroco? Noi l’abbiamo sentito e non ci ha detto nulla del genere”. Dall’altro capo della linea sento il redattore (che mi conosce in quanto ho collaborato con l’agenzia per una decina d’anni) che prende il testo e mi dice: “Ci siamo basati su quanto ha detto la curia oggi e poi abbiamo rimpastato quanto pubblicato ieri”. “Ma la curia – faccio notare – non ha mai detto che chiuderà l’oratorio ai musulmani. Avete sentito qualcuno?”. “Beh, ha detto che la chiesa non è mai stata data ai musulmani e che il parroco ha ribadito la sua obbedienza al vescovo, quindi…”. “Quindi cosa?”. “Quindi è così. Che ti devo dire? Ci siamo basati su quanto ha detto la curia”. “Ok, grazie”. Non valeva più la pena di insistere.

Risultato? Tutti i siti dei giornali, anche qualcuno locale, e i tg nazionali sono corsi dietro alla notizia riveduta e corretta dal lancio. A essere gentili una “libera interpretazione” della realtà. Il parroco, e la curia, contattati in serata da una mia collega sono caduti dalle nuvole e hanno ribadito che la posizione è quella del comunicato ufficiale. E basta. Poi stufi di rispondere ai giornalisti hanno chiuso all’unisono: “Adesso basta, scrivete quello che volete. Ognuno si assumerà le proprie responsabilità”. Finisce qui, per il momento, la storia di una non-notizia che mette a nudo i drammi della mia categoria. Oltre a non avere memoria, corriamo sempre dietro al primo pifferaio che passa.

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4 responses

11 11 2007
CasoBeffardo

Eccomi… E allora? Che articolo hai fatto?

11 11 2007
leisole

Allora: ho scritto del rapporto caritas sull’immigrazione in Italia, ero partito con l’idea di fare sport ma non è uscita nemmeno uno degli argomenti che mi ero preparato (moviola in campo, mondiali di calcio assegnati al brasile, caso pantani, formula uno…). Del rapporto caritas avevo letto i dati la sera prima sul televideo e gli articoli il giorno stesso dell’esame. Mi sentivo preparato. Questo è quanto: per il resto non mi sbilanco, rimango in attesa. Sarà un natale tutto particolare… Comunque grazie mille per il tuo interessamente e incoraggiamento.

11 11 2007
taralgia

Se ho ben capito, qualcuno all’Ansa non conosce la differenza tra chiesa e oratorio, o è cinica confusione ?

12 11 2007
cfdp

Non è solo questione di differenza fra chiesa e oratorio, in quel lancio di errori ce ne sono anche altri. Non so se la cosa sia dolosa o meno, e mi interessa anche poco: la cosa importante è l’effetto che ha avuto.

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