Insomma: sono riuscito nell’impresa di tirarmi addosso le ire di tutti i giostrai della provincia. E non escludo che anche oltre confine qualcuno non abbia comunque storto il naso. Motivo: un’intervista al questore. Il tuttore dell’ordine ha confessato di temere molto la scercarazione di quella generazione di giostrai che, negli anni Novanta, seminò terrore in tutto il Veneto. Gente specializzata nell’assaltare banche e blindati con armamento da guerra e assolutamente senza alcuna remora nello sparare all’impazzata. Furono anni difficili, culminati in due maxi operazioni delle forze dell’ordine che riuscirono a mettere le manette a tutti. Il questore, ora che i termini di carcerazione si stanno esaurendo, teme il giorno in cui questa gente tornerà in libertà. E io l’ho scritto.
I giostrai attuali, che nulla hanno a che fare con quei delinquenti, non l’hanno presa bene e si sono sentiti diffamati. Da me però, non da quella gente finita in carcere. Ogni tanto accadono cose strane. Vabbè, me ne farò una ragione. Quest’anno non andrò, se non in incognito magari camuffato con un paio di baffi, alle tradizionali Fiere di San Luca. Mi dicono che gli organizzatori non sarebbero così felici di vedermi. Peccato. Non per le giostre, ma per “L’oca rosta” e i “folpetti”….