“I registratori sarebbe meglio di no, siete dotati di belle penne per gli appunti…”. Sinceramente non ci volevo credere, non mi era mai capitata una richiesta del genere. E’ accaduto ieri, durante una conferenza stampa.
Dall’altra parte del tavolo un consigliere comunale (Pd, purtroppo non posso tacerlo…) noto per parlare più del dovuto. In un precedente incontro questa sua caratteristica gli è costata una settimana sulla graticola, visto che si è lasciato andare in considerazioni sopra le righe nei confronti di un amministratore rischiando una querela per diffimazione.
Evidentemente scottato, alla seconda occasione ha pensato bene di togliere ai giornalisti un’arma, quella del registratore. Sistema un po’ vigliacchetto per pararsi le spalle e smentire con più agilità eventuali sbandate verbali. Ovviamente i suoi desideri si sono scontrati contro un muro di pernacchie: “Se permette noi registriamo lo stesso, questa è una conferenza stampa” è stata la replica decisa e, nel mio caso, un po’ piccata. Un secondo dopo nastri e memorie magnetiche hanno preso a funzionare intercettando ogni parola nel giro di dieci metri.
Vabbè che siamo una categoria di cialtroni – io per primo come da oggi un giovane collega può benissimo rinfacciarmi in qualsiasi momento – però c’è un limite a tutto.
Caro consigliere, se proprio non vuoi i registratori sotto il naso quando parli puoi adottare una strategia facilissima: taci, nessuno se ne accorgerà.